Gruppo M1 - Astrofili Castiglionesi | 31/07/2010 info@gruppom1.it |
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Introduzione e orientamento del progetto La necessità di capire, insita nell’animo umano fin dagli albori della sua esistenza, ci ha spinti a osservare, indagare, approfondire: mai come oggi la multidisciplinarietà delle ricerche ha dato risultati sorprendenti.Questo progetto, in particolare, vorrebbe dare un contributo all’analisi dei dati raccolti, in parallelo alle attività in corso, ai radiotelescopi di Medicina, dell’Istituto di Radioastronomia dell’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) di Bologna, per la ricerca di eventuali segnali radio intelligenti provenienti dallo spazio.
Grazie a questi superbi impianti si è potuto ad esempio individuare, ad opera di Arno Penzias e Robert Wilson, un rumore di fondo che verrà poi riconosciuto come l’eco residuo del Big Bang, conosciuto meglio come radiazione cosmica di fondo: ciò è valso, ai suoi scopritori, il premio Nobel per la fisica nel 1978. È da dire che questa scoperta, come del resto molte altre, avvenne in modo del tutto fortuito. Con i radiotelescopi si possono osservare molti tipi di oggetti diversi: le pulsar o i quasar sono gli esempi più famosi e spettacolari, ma osservazioni egualmente importanti, e possibili solo con i radiotelescopi, sono la mappatura dell’idrogeno (che consente di ricavare la "geografia" della nostra e delle altre galassie in modo molto accurato) e la misura della presenza dei diversi elementi e molecole nello spazio. I radiotelescopi sono anche usati per compiti come la comunicazione con le sonde spaziali attualmente in viaggio, e per misure riguardanti il moto della Terra e la deriva dei continenti: le grandi lunghezze d'onda della banda radio rendono semplice il confronto tra radiotelescopi diversi sparsi per il mondo che osservano una stessa sorgente, sia in diretta sia in differita, utilizzando osservazioni registrate (reti di radiotelescopi come ad esempio il VLBI europeo e il VLBA americano). Occasionalmente vengono anche utilizzati nel contesto di progetti volti ad individuare segnali radio emessi da civiltà extraterrestri nel contesto del progetto SETI (Search for Extraterrestrial Intelligence). Oggi nel mondo esistono moltissimi impianti radioastronomici che vanno dalla grande parabola di Arecibo (Puerto Rico) al Very Large Array del New Mexico (USA), dall’antenna di Effelsberg in Germania a tantissimi altri, più o meno famosi. In Italia l’Istituto di Radioastronomia gestisce, tra l’altro, la stazione radioastronomica di Medicina, composta dalla grande Croce del Nord uno dei più grandi radiotelescopi di transito del mondo che mantiene un ruolo unico nella osservazione a bassa frequenza (408MHz) e dalla parabola VLBI da 32 metri di diametro. La Croce del Nord costituisce poi un ideale banco di prova per acquisire esperienze sulle nuove tecnologie da trasferire al consorzio internazionale Square Kilometer Array (SKA) per la costruzione del radiotelescopio di prossima generazione che avverrà probabilmente in Australia a partire dal 2012. Parallelamente alle attività “canoniche” della stazione, vengono implementate osservazioni nell’ambito del progetto SETI, progetto a largo respiro internazionale che si propone di impiegare i moderni radiotelescopi per tentare di ricevere eventuali segnali radio “intelligenti” di provenienza extraterrestre.
Fondamentalmente il progetto prevede la realizzazione di sistemi per la distribuzione dei dati raccolti dai radiotelescopi di Medicina a utenti che volontariamente prestano i loro PC (quando sono inattivi) per l’analisi dei dati alla ricerca di eventuali segnali radio alieni. I segnali potrebbero essere stati inviati volutamente da civiltà extraterrestri al fine di segnalare la propria presenza oppure si potrebbe trattare di emissioni radio simili a quelle che giornalmente e da diversi decenni lasciano il nostro pianeta, come ad esempio le trasmissioni radiotelevisive, senza che siano accompagnate da una vera volontà di "entrare in contatto". Questo progetto, diviso in più fasi di realizzazione, vede coinvolte diverse e specifiche competenze. Nei capitoli a seguire dettaglieremo meglio, anche se in forma concisa, le diverse parti del progetto. Le fasi del progetto Come già precedentemente accennato il progetto consta di parti distinte che possono essere identificate come precisi "sottoprogetti" di valenza intrinseca.Non si vuole qui entrare nel dettaglio ma possiamo riassumere nei seguenti punti i "flussi" principali: a. Acquisizione dati dal radiotelescopio, trasformazione del segnale da analogico a digitale;b. Prima fase di "pulizia" dei segnali e loro compressione in "pacchetti" rappresentati da flussi di informazioni in formato digitale; c. Invio dei "pacchetti" a server remoto; d. Memorizzazione dei "pacchetti" su server remoto e distribuzione in rete a utenti che ne chiedono la disponibilità e. Elaborazione dei "pacchetti" da parte degli utenti con lo scopo di "ottimizzarne" il contenuto attraverso l'applicazione di specifiche formule matematiche (trasformate) e restituzione delle informazioni al server remoto; f. Ritrasmissione dei "pacchetti" elaborati dagli utenti che vengono inviati dal server remoto al Centro Elaborazione Dati della "Croce del Nord" per la vera e propria analisi dei segnali. |
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